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Photo Critique, Seconda Edizione: Recensioni e classifica

 

Photo-Critique-2-Risultati_mini

Siamo felici di aver ricevuto una larga partecipazione per questa seconda edizione di Photo Critique! Questa volta non riusciremo a criticare una foto per ogni autore, ma non disperate perché le foto non “criticate” in questa edizione, verrano utilizzate nelle edizioni future di Photo Critique! Iniziamo subito con i Risultati allora! Buona lettura…

Sydney (Foto di Alessandro Martucci)

Focale: 8 mm (eq. 38 mm) | Apertura: f/2,8 | Tempo di scatto: 2 s | ISO:  100

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,50 5,75 6,25 6,58*

La prima foto di questa edizione è una foto notturna. La tecnica di scatto è buona: la foto è nitida e l’utilizzo di una bassa sensibilità ISO ha consentito di mantenere basso il rumore. Per scattare la notte con ISO bassi occorre aumentare sensibilmente il tempo di scatto rendendo impossibile scattare a mano libera. Nel caso specifico di questa foto, il tempo di esposizione è stato di 2 secondi, pertanto è stato necessario poggiare la fotocamera su una superficie piana durante lo scatto o è stato utilizzato un cavalletto. La foto è stata scattata con il diaframma completamente aperto: questo ha consentito da una parte di far entrare più luce possibile e quindi non far salire troppo il tempo di esposizione, dall’altra ha comportato un alone intorno alle sorgenti luminose, che risultano “bruciate” (non contengono informazione) essendo molto più luminose della scena ripresa. E’ possibile, in casi come questo, ottenere un effetto “a stella” sulle fonti luminose, chiudendo molto il diaframma su valori sopra f/11. In questo modo si ottiene un effetto artistico che può piacere o meno, che comporta un incremento notevole del tempo di scatto. Nella foto in esame per esempio, chiudere il diaframma fino a f/16 avrebbe portato ad un tempo di scatto di circa due minuti! L’aspetto meno convincente di questa foto, e allo stesso tempo quello più facilmente migliorabile, è indubbiamente la composizione. Lo sguardo dell’osservatore si perde nella foto non sapendo bene cosa osservare. La questione fondamentale è: cosa vogliamo mostrare e su cosa vogliamo concentrare l’attenzione? Sulla baia, le luci riflesse sull’acqua o il locale sotto? Oppure sui grattacieli in alto? Occorre scegliere su cosa focalizzare l’attenzione. Per esempio, sarebbe stato possibile migliorare la composizione alzando l’inquadratura fino a includere le cime dei palazzi o al contrario abbassandola fino ad ottenere una vista completa della baia. Se la risposta alla domanda precedente era stata invece “voglio sia la baia che i palazzi”, allora si sarebbe potuto scattare in modalità verticale e catturare tutta la scena. In quest’ottica, la composizione attuale è un “mezzo” che non lascia spazio allo sguardo dell’osservatore di indagare dato che sia la parte superiore che inferiore sono tagliate. Per quanto riguarda la post-produzione non abbiamo rilevato alcuna elaborazione sullo scatto.

Bridge (Foto di Simone Spampinati)

Simone Spampinati - Bridge

Focale: 15 mm (eq. 85 mm) | Apertura: f/11 | Tempo di scatto: 1/125 s | ISO:  100

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,00 6,00 6,00 6,25 6,36

La notte è ormai passata e già ci troviamo dall’altra parte del mondo (a occhio e croce a San Francisco) con lo scatto “Bridge” di Simone Spampinati. Questa volta parliamo di un classico landscape, ovvero di una fotografia di paesaggio scattata in orizzontale. I colori della fotografia, in particolare il bel blu del cielo ci suggeriscono un’ottima tecnica di scatto: il tempo di esposizione (pari a 1/125 di secondo) garantisce una corretta illuminazione della zona inferiore e scongiura il cielo bruciato, il diaframma ben chiuso (impostato su f/11) consente una corretta messa a fuoco di tutta la composizione e la sensibilità ISO al minimo (pari a 100) preserva la nitidezza della fotografia. Semplice ed essenziale. Passando alla composizione, dobbiamo invece fare qualche critica. L’immagine ha chiaramente come soggetto principale il ponte, tuttavia la composizione concede meno della metà dell’immagine a questo, lasciando la parte superiore in balia di un cielo monocromatico e privo di nuvole (quindi un pò piatto e noioso… passateci questi attributi!). Questa composizione non guida l’occhio del lettore che si perde nell’immagine per poi cadere inesorabilmente sul pilastro del ponte… posto in posizione centrale, infrangendo la ben nota regola dei terzi. Una possibile soluzione a questo problema avrebbe potuto vedere una diversa posizione di scatto, più tangenziale al ponte, così da sfruttare la sua formea come via di fuga per l’occhio dell’osservatore. Anche l’originalità risente della posizione di scatto, che contribuisce a dare piattezza all’immagine e quindi dare quel senso di “già visto” alla fotografia. Certo che scattare una foto al ponte di San Francisco in maniera originale non è per niente facile! Il cielo completamente libero da nuvole poi, di certo non aiuta a rendere particolare la foto. In questo senso una soluzione alternativa a quella in precedenza proposta avrebbe potuto riguardare un crop dell’immagine: vista la natura panoramica dell’immagine, cosa ne dite di un ritaglio come quello sottostante che riporta l’attenzione sul ponte?

Simone Spampinati - Bridge

Interessante la post-produzione, che garantisce un ottimo cromatismo e una corretta esposizione, soprattutto a causa del software scelto: Gimp! Per chi non lo conoscesse questo software è probabilmente il miglior concorrente gratuito dell’eminenza del fotoritocco Photoshop… le funzionalità sono più o MENO le stesse, provare per credere!

Kinderdjink, Mulino (in) bianco (Foto di Andrea Coccioletta)

Focale: 5 mm (eq. 28 mm) | Apertura: f/2,8 | Tempo di scatto: 1/320 s | ISO:  1600

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
6,50 7,00 7,25 7,00 6,90

La terza foto è un interessante bianco e nero di Andrea Coccioletta. Da quanto abbiamo scoperto a partire dal nome della foto, la scena raffigura i mulini a vento di Kinderdjink, in Olanda, località a circa 25 Km da Rotterdam. La composizione della foto è buona. Essa segue la regola dei terzi (di cui abbiamo discusso approfonditamente nella precedente edizione di Photo Critique): l’orizzonte è posto nel terzo superiore conferendo maggiore enfasi all’acqua e al mulino e lasciando giustamente poco spazio al cielo bianco poco interessante. Quello che non convince è la posizione troppo centrale del mulino e il ritaglio della foto un po’ troppo “largo”. Ritagliando la foto, ad esempio come mostrato qui sotto, potremmo ridurre lo spazio vuoto a sinistra e dirigere meglio lo sguardo dell’osservatore dalle ninfee in primo piano al mulino sullo sfondo. 

Andrea Coccioletta - Kinderdjink Recrop

Dal punto di vista della tecnica di scatto notiamo un diaframma alla sua massima apertura e ISO molto elevati (1600), ma un tempo di scatto molto rapido. Gli ISO alti hanno introdotto molto rumore digitale che, anche se meno visibile in questa foto di dimensioni ridotte rispetto l’originale, è facilmente individuabile ad esempio nella transizione dal nero al bianco sull’acqua in basso. La conversione in bianco e nero ha forse aiutato a renderlo meno visibile, ma il problema poteva essere risolto utilizzando un tempo di scatto più lungo che avrebbe consentito di diminuire gli ISO. Ad esempio, a parità di apertura di diaframma, si sarebbe ottenuta la stessa esposizione scattando a 200 ISO per 1/40 s, tempo sufficiente a non avere una foto a mano libera mossa alla focale di 28 mm (come vediamo dagli EXIF). Detto questo, nella foto il cielo è completamente bruciato a causa della sua illuminazione maggiore rispetto al resto della scena. In questi casi è meglio sottoesporre un poco lo scatto e poi cercare di “aprire” un poco le ombre in Post Produzione. In questo caso comunque, con la coversione in bianco e nero, la sovraesposizione del cielo non è così grave. Può essere una buona idea infatti, provare a convertire una foto in bianco e nero quando si hanno problemi con le aree bruciate! Buona l’originalità dello scatto grazie alla composizione verticale che offre una vista particolare del paesaggio e si discosta da una scontata foto orizzontale di paesaggi. Per la post-produzione individuiamo la conversione in bianco e nero ben contrastata ma forse un po’ troppo aggressiva, in particolare sull’acqua sotto il mulino che appare un po’ troppo bruciata, ma probabilmente poco correggibile dato che la foto è stata scattata in Jpg. Dato l’utilizzo di un diaframma molto aperto, la profondità di campo non è molto estesa, vediamo come il mulino infatti non appaia perfettamente nitido. Si sarebbe potuto risolvere con un po’ di sharpening applicato selettivamente sul mulino e i canneti.

Al di là degli scogli (Foto di Francesco De Leo)

Francesco de Leo - Al di la degli scogli

Focale: 6 mm (eq. 38 mm) | Apertura: f/8 | Tempo di scatto: 1/1000 s | ISO: 400

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
5,75 7,25 7,00 6,00 6,44

Il tema dell’acqua è stato molto vicino ai fotografi partecipanti a questa edizione di Photo Critique e Francesco De Leo, con il suo scatto “Al di là degli scogli” non è da meno. La fotografia propone un interessante scorcio di mare offerto dall’apertura tra due scogli, mettendo in contrasto la sinuosità delle onde del mare con la durezza della roccia degli scogli. La tecnica di scatto è nel suo complesso buona, perché in grado di esporre in maniera soddisfacente la fotografia, ma migliorabile. La foto, da quanto si evince dagli EXIF, è stata scattata in modalità “priorità di tempi” che consente all’utente di specificare la velocità dell’otturatore e la fotocamera seleziona automaticamente l’Apertura e  la sensibilità ISO. Il tempo di esposizione utilizzato è di 1/1000 di secondo, una perfetta scelta per la fotografia sportiva magari, dove si vuole “congelare” un’azione veloce, ma non paesaggistica. La scelta ha comportato infatti, da parte della fotocamera, un settaggio relativamente alto per gli ISO e relativamente basso per l’Apertura del diaframma. Quando si utilizzano gli ISO sopra i 100 (nella fotografia precedente siamo arrivati a 1600) sulle foto, soprattutto delle fotocamere compatte (le recenti reflex professionali si comportano bene fino anche a più di 6400 ISO), sarà visibile in maniera più o meno evidente una certa grana e pixel colorati sparsi casualmente, il rumore digitale appunto. Potete dare un’occhiata a questo post su mixyourshot per una trattazione più dettagliata sul rumore digitale. Quando la luce nella scena lo consente quindi, consigliamo sempre di tenere gli ISO al minimo. In questo caso avrebbe fatto comodo avere una maggiore profondità di campo, quindi un Diaframma più chiuso, e per una maggiore qualità della foto gli ISO al minimo. Per esempio una combinazione che avrebbe consentito di avere la stessa esposizione della scena sarebbe la seguente: Apertura f/11, Tempo 1/125 s e ISO 100. Le impostazioni utilizzate hanno comunque consentito di ottenere una corretta luminosità sia del cielo, sia dell’acqua, lasciando forse un po’ troppo scure alcune zone d’ombra negli scogli. Molto buona la composizione invece, che riesce a guidare l’occhio dell’osservatore, tramite il corso d’acqua, verso il punto di maggior interesse e maggior contrasto: lo spiraglio tra le rocce. Anche la posizione dello spiraglio è perfettamente congruente con quanto suggerisce la regola della sezione aurea. Molto bene! Passando all’originalità i giudizi iniziano a scendere leggermente… ma poi non così tanto: l’immagine è interessante e anche il colore contribuisce a non renderlo il solito panorama di mare. La post-produzione è invece la nota più dolente della fotografia, in quanto un po’ tutti i piccoli difetti segnalati in precedenza sarebbero (e anche avrebbero) dovuti esser corretti in questa fase; le ombre eccessivamente scure in certe zone dell’immagine avrebbero potuto esser corrette facilmente tramite lo strumento “curve” e anche il cielo avrebbe potuto beneficiare di una maggior “struttura” grazie al medesimo strumento, o, ancor di più, tramite l’utilizzo del plug-in di Photoshop Viveza.

Rosa (Foto di Davide Giovinazzo)

Davide Giovinazzo - Rosa

Focale: 45 mm (eq. 72 mm) | Apertura: f/8 | Tempo di scatto: 1/100 s | ISO: 400

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,50 7,00 5,75 5,25 6,46

In quest’immagine l’acqua non è più l’elemento dominante, lasciando spazio a un altro elemento naturale: un fiore, in particolare una rosa, come suggerisce il titolo di questo scatto di Davide Giovinazzo. La tecnica fotografica è decisamente buona: il tempo di esposizione (pari a 1/100 di secondo) garantisce un’ottima illuminazione del soggetto principale che, insieme al colore in netto contrasto con quello di sfondo, conferisce alla rosa la massima rilevanza nello scatto. Anche il diaframma, pur se non molto aperto (impostato su f/8), crea una piacevole sfocatura sullo sfondo, in gergo fotografico definito “effetto bokeh”. La composizione… è quella che è, e bisogna ammettere che sarebbe stato molto complesso fare altrimenti! L’immagine è un primissimo piano di una rosa che occupa praticamente tutta l’altezza dell’immagine: non si può dire nè che sia giusto, nè che sia sbagliato… è semplicemente una scelta! Scelte alternative avrebbero potuto riguardare il posizionamento della fotocamera in verticale, anzichè in orizzontale, così da includere anche una parte dello stelo, oppure semplicemente la distanza di scatto: generalmente si tende a scattare sempre da troppo lontanto… in questo caso invece si sarebbe potuto provare a fare un passo indietro, tanto per osservare il risultato! Per quanto riguarda l’originalità il discorso è abbastanza simile: il soggetto scelto è un classico e il primo piano di un soggetto classico… non può che restituire una fotografia “classica”. Tuttavia c’è un elemento distintivo che merita di essere mensionato: la presenza di gocce d’acqua! Per quanto piccole e spesso sottovalutate queste possono rappresentare un dettaglio molto piacevole in un’immagine e questo scatto ne è la conferma! Chi fosse interessato  ad introdurre un pò di goccioline nei propri scatti, può percorrere tre differenti strade:

  1. Scattare solo nelle giornate di pioggia (ma i giudici di questa guida la sconsigliano…);
  2. Utilizzare un nebulizzatore d’acqua (tipo quelli che vengono utilizzati per bagnare le piante negli appartamenti) oppure;
  3. Comprare delle gocce d’acqua finte. Ebbene si, esistono!

La post-produzione è infine stata oggetto di ampio dibattito tra i due giudici di questa sessione di critica. Iniziamo con gli elementi che ci hanno trovato di comune accordo: ottimo il contrasto delle gocce d’acqua sul fiore e altrettanto buoni i colori luminosi ma non troppo saturi della rosa. Meno buona la presenza di macchie sulla parte destra della foto (probabilmente causate da polvere sul sensore o piccole goccioline sull’obiettivo), facilmente removibili tramite gli appositi strumenti presenti su Lightroom, Camera Raw o Photoshop. Giungiamo ora all’elemento più controverso, la scelta di inserire una grana così forte nell’immagine… dopo un’attenta valutazione, un parere: forse è un pò troppa!!

Escape (Foto di Luca Armellin)

Luca Armellin - Escape

Focale: 35 mm (eq. 50 mm) | Apertura: f/1,8 | Tempo di scatto: 1/320 s | ISO:  200

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
8,50 8,75 9,00 8,00 8,54

La foto di Luca Armellin è un bell’esempio di una foto macro di una goccia d’acqua realizzata senza un obiettivo macro! La foto infatti, da quanto evinciamo dai soli metadati EXIF, è stata scattata con un obiettivo Nikon 35mm f/1.8 montato su una Nikon D90. La focale equivalente di questo obiettivo è circa 50mm e la distanza minima di messa a fuoco è 0.3 m: dati completamente differenti rispetto agli obiettivi macro utilizzati di solito nel fotografare le gocce d’acqua. Obiettivi, in grado di mettere a fuoco fino a distanze di pochi centimetri a focali solitamente molto elevate. Nei post Come Fotografare Delle Fantastiche Gocce D’acqua e Fotografare Le Gocce D’acqua Con Obiettivo Macro E Flash per esempio, potete vedere delle foto realizzate utilizzando un obietivo Tokina macro f/2.8 a 100mm. La tecnica di scatto è buona: ISO bassi e tempo di scatto molto veloce per catturare la goccia in movimento. Buona anche l’illuminazione, che in una foto di questo tipo è molto importante per riuscire a “fermare il tempo” e cogliere l’attimo. Ad essere pignoli l’unico commento alla tecnica di scatto è che si sarebbe potuto chiudere il diaframma a f/2 o f/2,2 (e al tempo stesso aumentare un poco il tempo di scatto), per avere il massimo della nitidezza di questo obiettivo (alla massima apertura gli obiettivi sono un po’ “soffici”), che i due giudici conoscono molto bene, utilizzandolo entrambi :) Buona anche la composizione, bilanciata e piacevole  con la bolla al centro (la regola dei terzi può essere infranta con ottimi risultati una volta che la si conosce) e con la transizione dal rosso scuro in basso fino a sfumare in alto. La bolla sembra dare un’impressione di non perfetto allineamento orizzontale, parendo leggermente pendere verso il basso sul lato destro. Questo riteniamo sia l’unico aspetto migliorabile nella composizione. L’originalità di questo scatto è indubbiamente il suo punto forte! Luca ha giocato con il sapone per piatti per realizzare la bolla attraverso la quale ha fatto poi cadere le gocce d’acqua. Una bellissima idea e un’ottima realizzazione. Per quanto riguarda la post-produzione infine, è stata fatta una buona elaborazione che ha conferito alla foto un buon contrasto, buona nitidezza e colori saturi. Andando a fondo nella nostra critica abbiamo individuato due difetti, non facilmente correggibili in effetti, che potrebbero rendere perfetto questo scatto:

  1. sulla parte esterna della bolla sono presenti alcuni riflessi bruciati, quindi completamente bianchi, la cui correzione richiederebbe una elevata abilità nel fotoritocco.
  2. sulla sinistra è presenta un’ ombra che, anche se di più facile correzione, richiede comunque attenzione.  

Coriolis Drink (Foto di Matteo Virdia)

Matteo Virdia - Coriolis Drink

Focale: 50 mm (eq. 75 mm) | Apertura: f/1,4 | Tempo di scatto: 1/200 s | ISO:  100

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
6,75 6,00 7,00 6,25 6,49

Lo scatto di Matteo Virdia pur rimanendo in tema di acqua e gocce si differenzia molto dallo scatto precedente. Piuttosto che concentrarsi su un singolo dettaglio Matteo ha realizzato uno scatto d’insieme. Dal punto di vista della tecnica di scatto, ci pare poco azzeccata la scelta di scattare col diaframma completamente aperto a f/1.4 che dava poca nitidezza alla scena fotografata. Avere il diaframma completamente aperto può aiutare ad evidenziare il soggetto, dato che provoca una profondità di campo molto ridotta, ma in questo caso l’occhio non sa bene cosa osservare e la pdc appena citata non aiuta l’osservatore. Infatti la messa a fuoco è stata calcolata sulla parte superiore delle spruzzo mentre la goccia in basso a destra, la parte che più potrebbe attirare lo sguardo, appare già sfocata. Rileviamo poi un bilanciamento del bianco un po’ troppo sul verde e un’illuminazione poco uniforme che crea delle poco piacevoli ombre sullo sfondo e non riesce a dare sufficiente distacco rispetto lo sfondo. Per quanto riguarda la composizione, la foto è bilanciata abbastanza bene riempendo tutto il frame, ma non consente di definire bene cosa osservare. L’occhio si sposta un po’ su tutta la foto non trovando il punto di maggiore interesse. Forse avrebbe aiutato utilizzare un obiettivo più lungo e/o cercare di isolare una porzione dello schizzo d’acqua. Va meglio per quanto riguarda l’originalità dello scatto per aver trovato in un gesto semplice e comune come versare l’acqua in un bicchiere un buon soggetto fotografico. Per quanto riguarda la post-produzione, rileviamo dagli EXIF che la foto è stata elaborata in Photoshop CS6. Forse qui si sarebbe potuto fare di più lavorando un po’ sul bilanciamento del bianco, contrasto e nitidezza e cercare di risolvere i problemi di illuminazione prima evidenziati.

Lightblue (Foto di Gemma Franco)

Gemma Franco - Lightblue

Focale: 25 mm (eq. 40 mm) | Apertura: f/9 | Tempo di scatto: 1/320 s | ISO:  100

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,75 6,50 7,00 7,13*

Continuiamo a navigare tra acque cristalline con “Lightblue”, lo scatto di Gemma Franco. A primo impatto il titolo della fotografia si direbbe ispirarsi liberamente al nome di un profumo, di una nota marca italiana, pubblicizzato in un contesto marino… supposizioni o effettiva volontà della fotografa? Impossibile da dire… mentre sicuramente qualche parola può essere spesa su una critica “più tecnica” dello scatto, che subito ottiene un giudizio molto positivo sulla tecnica di scatto. L’illuminazione (garantita da un tempo di esposizione di 1/320 di secondo) è sostanzialmente perfetta, riuscendo a scongiurare zone eccessivamente buie e, al contempo, a garantire un contrasto dinamico particolarmente elevato sui due soggetti principali della fotografia. Adeguata la scelta di scattare alla minima sensibilità ISO (pari a 100 ISO) così da preservare la massima nitidezza dell’immagine. Dunque the last, but not the least parliamo del diaframma, impostato a f/9: i soggetti principali della composizione sono correttamente a fuoco e sono stati evitati problemi di flare spesso derivanti da valori di diaframma eccessivamente chiusi… molto bene anche qui quindi! Buona, ma probabilmente migliorabile, la composizione. La zona bassa dell’immagine è eccessivamente vuota (occupata esclusivamente nella zona destra dalle cime di ormeggio delle barche): probabilmente togliere qualche centrimento in basso e qualcuno a sinistra non avrebbe guastato. Interessante comunque il punto di vista che propone un asse visivo non allineato con quello dell’orizzonte. Proprio questo elemento contribuisce sostanziosamente nel giudizio positivo circa l’originalità dello scatto: nonostante due barche ormeggiate non siano sicuramente un soggetto molto innovativo.. stavolta è il punto di vista a far la differenza! Infine non sono stati rilevati interventi in fase di post-produzione, nulla da dire al riguardo dunque.

La Processione (Foto di Massimiliano Giubilei)

Massimiliano Giubilei - La processione

Focale: 105 mm (eq. 157 mm) | Apertura: f/8 | Tempo di scatto: 1/400 s | ISO:  500

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,00 6,00 6,00 6,25 6,36

La foto di Massimiliano si discosta come genere dalle altre di questa edizione di Photo Critique. Possiamo identificarla come fotografia di strada: la cattura di un momento di vita quotidiana. Buona la tecnica di scatto che ha consentito di ottenere una corretta esposizione, aiutata anche dalla luce diffusa nella scena ripresa che non ha creato zone di luce/ombra molto nette. Sulla scia delle altre critiche di questa edizione potremmo essere quasi portati a dire che il tempo di scatto ci sembra un po’ troppo rapido per una scena abbastanza statica come questa e che piuttosto avremmo abbassato gli ISO per una maggiore qualità e aumentato un poco il tempo di scatto. Invece non lo diremo! C’è un dettaglio infatti… la fotocamera utilizzata! Massimiliano ha utilizzato una Canon 5D MkIII, fantastica reflex digitale con un ottimo comportamento agli alti ISO. Diciamo che scattare a 500 ISO con lei è come scattare a 100 con molte delle fotocamere sul mercato :) Inoltre non sappiamo se il fotografo stesse camminando durante gli scatti, in tal caso con un tempo di 1/400 si sarebbe potuto scongiurare un effetto mosso. Buona la composizione che, in pieno rispetto della regola dei terzi,  vede l’orizzonte posto nel terzo inferiore e la statua portata in processione nel terzo di sinistra. C’è anche da dire che il collocare la statua non esattamente al centro della composizione consente di includere nell’inquadratura anche la “coda” della processione, conferendo così all’immagine un piacevole senso di profondità. La foto inizia a perdere qualche punto sull’originalità: la situazione immortalata è abbastanza statica e anche il punto di vista non fa nulla per dare quel tocco di nuovo che non guasterebbe. Forse scattare con la fotocamera all’altezza del suolo con un bel grandangolo, o viceversa scattare da una posizione rialzata avrebbe potuto garantire una visione diversa a un’immagine comune. Infine l’aspetto meno positivo di questo scatto, la post-produzione. Riteniamo infatti troppo aggressiva l’elaborazione applicata alla foto, in particolare il contrasto dei mezzi toni (probabilmente ad opera dello strumento Chiarezza di Photoshop/Lightroom) che esagera i dettagli delle persone.

Private (Foto di Giusy Palma)

Giusy Palma - Private

Focale: 32 mm (eq. 48 mm) | Apertura: f/4.2 | Tempo di scatto: 1/20 s | ISO:  400

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,50 7,50 9,00 7,00 7,68

Siamo quasi giunti alla conclusione di questo secondo appuntamento con Photo Critique! In chiusura della serie di foto selezionate per questa edizione (ma qui sotto vi attende ancora una critica relativa alla nuova foto del vincitore della scorsa edizione) abbiamo scelto di inserire la foto che vince a mani basse il premio originalità: stiamo parlando di “Private”, l’interessante scatto proposto da Giusy Palma. Inziamo come di consueto con l’analisi della tecnica di scatto, che risulta essere più che buona. Le fotografie d’interno hanno come principale fattore di criticità la luce, tanto da costringere il fotografo a spingere in alto gli ISO della fotocamera, oppure a dotarsi di obiettivi particolarmente veloci (che consentono quindi aperture di diaframma pari a f/1.8 o maggiori). In questo caso possiamo invece osservare un uso sapiente della tripla otturatore-diaframma-ISO che ha consentito di sopperire alle due opzioni in precedenza presentate: il diaframma è stato aperto al massimo consentito dall’obiettivo (essendo impostato a f/4.2), gli ISO hanno consentito di guadagnare un paio di stop (essendo impostati a 400) ed infine il tempo di esposizione ad un valore “gestibile” con un pò di mano ferma (essendo pari a 1/20)… possibilmente appoggiata su un qualche supporto di fortuna! Parlando della composizione il giudizio della fotografia rimane decisamente positivo con l’orizzonte (se di orizzonte si può parlare) posto nel terzo basso dell’immagine, lasciando così i due terzi superiori dell’immagine a disposizione del gioco di luci disegnato dai lampadari. Volendo ricercare la perfezione (ma parliamo proprio di millimetri) si sarebbe potuto allineare l’obiettivo alle “linee di fuga” offerte dal pavimento, così da collocare l’ipotetico punto di fuoco al centro dell’immagine… ma stiamo parlando veramente di sottigliezze! Passiamo ora all’originalità, senza alcun dubbio il vero punto di forza della fotografia: non capita tutti i giorni di scattare da dietro (o forse sarebbe meglio dire dentro…) un esagono! Brava Giusy! Per quanto riguarda la post-produzione abbiamo riscontrato l’utilizzo del software Adobe Photoshop Lightroom: generalmente buoni i colori e la luce. Forse si sarebbe potuto “accendere” un pò di più l’arancione del pavimento e magari aumentare un pò la luminosità dei mezzi toni, ma anche in questo caso si tratta più di opinioni personali che di vere e proprie critiche!

Vediamo se è migliorato!

A partire da questa edizione di Photo Critique (la seconda), oltre alle 10 fotografie scelte per la critica, verrà selezionata una nuova foto del vincitore dell’edizione precedente! Intendiamo così “premiare” il vincitore e al tempo stesso vedere se i consigli sono stati recepiti :)

Vincitore della scorsa e prima edizione di Photo Critique è stato Matteo Salcuni, con la foto Attack to Caravan del tipo ”fotografia di strada”. Questa volta invece, con Archfelix, Matteo ci porta nelle acque blu del Sud Italia, precisamente nel Gargano, con una foto che riprende le tonalità proposte dalla foto Lightblue di Gemma Franco poco qui sopra. Vediamo la critica completa quindi!

Archfelix (Foto di Matteo Salcuni)

Matteo Salcuni - Archfelix

Focale: 105 mm (eq. 157 mm) | Apertura: f/5,6 | Tempo di scatto: 1/1000 s | ISO:  200

Tecnica Composizione Originalità Post Produzione TOT
7,00 6,75 7,25 7,00 6,99

 Dal punto di vista della tecnica di scatto la terna di valori Apertura/Tempo di Scatto/Sensibilità ISO utilizzati hanno consentito di ottenere una giusta esposizione, con una buona illuminazione, buon contrasto e senza zone bruciate. Scattare una foto di questo tipo potrebbe infatti portare a fastidiosi riflessi sull’acqua o zone bruciate (o completamente bianche o completamente nere), ma in questo caso la posizione del sole non ha comportato questi problemi. Vista la scena molto illuminata, che scongiurava qualsiasi problema di tempi lunghi di scatto, si sarebbe potuto propendere per un diaframma più chiuso che portasse ad una profondità di campo più estesa e quindi una maggiore definizione degli oggetti posti distanti dal punto di messa a fuoco. Dal punto di vista della composizione vediamo la parziale applicazione della regola dei terzi, che fornisce un’immagine ben bilanciata. E’ infatti ottimo il posizionamento dei soggetti su tre piani visuali: la barca in primo piano, l’arco e le rocce nel piano intermedio, e il mare sullo sfondo attraverso l’arco. Questo posizionamento porta l’osservatore a concentrare lo sguardo prima sulla barca e vagare poi verso il piano intermedio e lo sfondo. Quello che non ci convince molto è il posizionamento allineato della barca rispetto all’arco. Se la barca fosse stata un po’ più a destra, nel terzo di destra nella foto, lei e il suo stesso albero avrebbero fornito un’ottima linea diagonale da seguire con lo sguardo verso gli scogli. Certo che se la posizione di scatto non consentiva al fotografo uno spostamento laterale e la barca a vela era bella che ormeggiata e senza la minima intenzione di spostarsi, non possiamo rimproverare molto al fotografo! Nel complesso quindi, buona la composizione ma migliorabile. Per quanto riguarda l’originalità, la foto si comporta bene grazie alla barca in primo piano e alla composizione che aiutano la foto a distaccarsi dalla banalità di una semplice foto all’arco. Ultimo voto alla post-produzione, effettuata, come si evince dai dati EXIF, utilizzando Adobe Lightroom. L’autore ha scattato questa foto in formato RAW ed in fase di post-produzione ha lavorato molto bene per conferire alla foto maggior contrasto e colori vividi. Un buon voto anche qui quindi!

Cogliamo l’occasione per un consiglio sull’esportazione delle foto con Adobe Lightroom. Nel momento dell’esportazione, vi consigliamo di selezionare fra le opzioni relative ai metadati l’opzione “Esporta solo info Copyright e Contact Info” per evitare che la foto contenga tutte le opzioni e le modifiche effettuate da Lightroom. Tra questi dati ci sono ad esempio i valori settati per la correzione dell’esposizione, il contrasto, la nitidezza, la vividezza, la riduzione del rumore e tutte le altre operazioni effettuate. Tutti dati che ai giudici di Photo Critique aiutano nell’analisi della tecnica di scatto e della post-produzione, ma totalmente inutili o addirittura scomodi in altri contesti dove si vogliono mantenere privati i dettagli della propria elaborazione.  

Commenti finali e vincitore prima edizione Photo Critique

Nella precedente edizione di Photo Critique ci eravamo complimentati per la qualità degli scatti ricevuti e per la loro numerosità… beh anche questa volta non possiamo che replicare sia i complimenti che i ringraziamenti! A causa delle elevate partecipazioni non abbiamo potuto garantire (a differenza della prima edizione) uno scatto per ogni partecipante, abbiamo quindi cercato  di garantire la critica almeno alle benvenute new-entry! Ci scusiamo con tutti coloro che non hanno visto la propria fotografia pubblicata in questa edizione, ma sappiate che non dovete preoccuparvi: ci saranno altre edizioni e le vostre foto non le buttiamo mica!  Come anticipatovi nel post di presentazione di Photo Critique, anche se non si tratta di un concorso fotografico e non si vince niente, abbiamo stilato una classifica basata sui quattro parametri:

  • [T]: Tecnica di scatto;
  • [C]: Composizione dello scatto;
  • [I]: Innovatività dello scatto;
  • [PP]: Qualità della fase di post-produzione.

Il punteggio totale per ogni foto è quindi dato dalla seguente espressione:

[Voto]=0,3×[T]+0,25×[C]+0,[I]+0,25×[PP]

*Nonostante la fase di post-produzione sia ormai sempre più rilevante dall’avvento delle macchine fotografiche digitali, non si può certo affermare che sia addirittura necessaria. Per questa ragione il voto finale delle foto in cui non è stata riscontrata alcuna post-produzione viene riscalato su una scala di 7,5, anzichè su 10, ovvero il voto massimo ottenibile senza alcuna post produzione. Quindi la formula per il calcolo è data da:

[Voto*]=10×(0,3×[T]+0,25×[C]+0,[I])/7,5

Vediamo quindi la classifica finale di questa seconda edizione di Photo Critique!

Posizione Fotografo Scatto Punteggio
#1 Luca Armellin Escape 8,54
#2 Giusy palma Private 7,68
#3 Gemma Franco Lightblue 7,13*
#4 Matteo Salcuni Archfelix 6,99
#5 Andrea Coccioletta Kinderdjik,mulino (in) bianco 6,90
#6 Alessandro Martucci Sydney 6,58*
#7 Matteo Virdia Coriolis Drink 6,49
#8 Davide Giovinazzo Rosa 6,46
#9 Francesco De Leo Al di là 6,44
#10 Massimiliano Giubilei La Processione 6,41
#11 Simone Spampinati Bridge 6,36

Complimenti a Luca Armellin per aver vinto questa edizione e a tutti i partecipanti! Alla prossima edizione e… Find the Worst to Reach the Best!

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