Il sapore della vita – di Doris Pischedda
Il sapore della vita – di Doris Pischedda
Il sapore della vita è una questione di prospettiva…
Già, perché si può osservare l’oscurità attorno e scorgervi soltanto qualche barlume qua e là, uno dei tanti luccichii che costellano il cammino di una persona: sono le gioie della vita, che si manifestano alla mente solo se si adotta una prospettiva a medio raggio, ripensando al passato e a ciò che fu. Ma spesso si vive solo nel presente, ci si guarda dentro ed è buio pesto, così fitto da non riuscire a scorgere nulla. Si sa, l’oscurità ha una valenza negativa e simboleggia, spesso, profonda tristezza. Si pensa al proprio mondo infinitesimo, che appare sempre troppo poco bello, troppo poco eccitante, troppo poco straordinario, troppo poco ricco, troppo poco felice. L’uomo per sua natura tende all’insoddisfazione, il che, di per sé, non sarebbe un aspetto negativo: essere insoddisfatti della propria condizione porta a migliorarsi, a impegnarsi per acquisire uno status superiore, per rendere la propria vita un po’ più “accogliente”. Ma il passare dei secoli ha reso gli uomini sempre più pigri: i loro occhi si fissano sul PC che hanno di fronte mentre lavorano, sulla punta delle loro scarpe mentre camminano, sul loro piatto mentre mangiano o sul libro che stanno leggendo mentre viaggiano su un mezzo pubblico, senza spaziare. Non ci sono soffitti né finestre, né piani alti dei grattacieli né sprazzi di celeste lassù in alto, né commensali, né compagni di viaggio. Ci si siede sulla battigia e si guardano le onde infrangersi sui propri piedi: il mare, quell’infinita distesa d’acqua, è solo un termine da vocabolario o da romanzo d’avventura.
Eppure ci si potrebbe rivolgere al chiarore che regna sullo sfondo. Laggiù, oltre le onde, si apre l’orizzonte: la luce risplende, le forme si definiscono e ci si possono scorgere i lineamenti di qualcosa di noto, che fa sorridere, che suscita serenità o, semplicemente, diverte per la sua implausibilità. Ma l’orizzonte è distante: per osservarlo occorre distogliere lo sguardo dal proprio microcosmo e osare dirigerlo altrove. E per far ciò ci vuole coraggio. Purtroppo, prefigurandosi la fatica che il gesto comporterebbe, spesso si finisce per rinunciare ancor prima di provarci. E si vive di se stessi e poco altro: di sassi duri e appuntiti, di sabbia umida e salata, di acqua torbida e ghiacciata. E si perdono albe incredibili, luci che emergono subitanee dall’oscurità più profonda, e tramonti inimmaginabili, che dipingono l’orizzonte di tinte rosate e vermiglie. O semplicemente lo velano di bianco, di luce.
Si vive dei propri problemi, delle ansie, delle angosce e delle preoccupazioni e non ci si rende conto di quanto è straordinario il mondo un po’ più discosto, di come quella luce all’orizzonte possa riverberarsi sulla propria vita, creare forme meravigliose, far sognare e abbia la capacità di riempire il cuore. Che è poi il fine cui ognuno tende.
Il sapore della vita è una questione di prospettiva. E allora perché non scegliere di orientarla lontano? L’orizzonte, in realtà, è a portata di mano… E, come vedete, anche di scatto
Doris Pischedda
Come scattare questa foto:
Quella mattina di dicembre era particolare. Ero uscito vestito come un eschimese e, appena sceso in spiaggia, la sorpresa: un piacevole vento di scirocco aveva trasformato una gelida mattinata invernale in un tiepido paradiso. Quell’alba era particolare: era calda e silenziosa…
Ho scattato questa foto all’alba sulla spiaggia di Coccorrocci, nella Marina di Gairo (vedi mappa qui sotto). La luce non era ancora molta, ho quindi utilizzato il cavalletto e configurato la mia Nikon D300 in modalità “priorità di diaframma” in maniera da poter scegliere l’apertura e lasciare alla fotocamera la scelta del tempo di esposizione corretto.
Ho scelto un valore del diaframma (f/18) che consentisse di ottenere una elevata profondità di campo e al tempo stesso un tempo di scatto molto lungo dato che volevo dare all’acqua un effetto setoso.
Sono rimasto soddisfatto al primo scatto ![]()
La versione che vi mostro qui sotto è quella che ho elaborato in Camera Raw: ho diminuito appena l’esposizione, per conferire alla foto un aspetto più cupo, e schiarito un poco le pietre in primo piano.
Ho poi utilizzato il plugin Color Efex di Nik Software su questa versione fino ad ottenere la foto pubblicata ad inizio pagina.
Raffaele
Dati di scatto:
Fotocamera: Nikon D300
Focale: 18 mm
Apertura: f/18
Tempo di scatto: 30 sec
ISO: 100




11 Commenti
Grande verità questa. E’ inutile presentarsi al mondo, se non c’è spazio per farlo entrare dentro di te.
Come disse Claude Durix, un grande maestro zen, non bisogna limitarsi ad ammirare la superficie del mondo, delle arti, ma bisogna scoprirne il loro autentico e profondo insegnamento.
E voi, con queste foto e queste parole, lo state mettendo in pratica
Tanti complimenti, e un abbraccio.
Fede
Grazie Fede, sei sempre molto caro.
Un bacione :-***
Dò
Grazie Fede
al massimo un bacino 
Io il bacione non te lo mando però
Ma se mi mandi il bacino poi come fai senza?
Passami l’umorismo inglese, oggi è una pessima giornata:-)
Eh eh eh
Te lo passo subito!
Dottoressa le sue parole sono reali e pungenti.. A
mo osservare ciò che mi circonda. Ogni viaggio sull’ autobus è diverso,non siedo mai nello stesso posto in modo da ammirare ogni tipo di prospettiva, la luce ke taglia il grigiore dei palazzi, le gocce di pioggia che si rincorrono sul finestrino o quelle ke cadono dall’alto, il vento ke fuori smuove ogni cosa mentre io dietro a quel vetro sono Immobile..Posso scorgere mille sfaccettature, belle e meno belle, ma forse il problema nella scelta della nostra favorita fra quelle belle è ke effettivamente non sappiamo quale sia la nostra preferita..o non l’abbiamo ancora scorta..allora viene più facile analizzare quella sfavorita che,ironia della sorte, è quella ke statisticamente si presenta con maggior frequenza..quando salgo sull’autobus spero ke nn ci siano lavoratori puzzoni o coattone ke mentre masticano la big bubble mostrano con orgoglio le loro tonsille;non spero ke ci sia profumo di fiori xkè dall’esperienza ho imparato ke mai ci sarà.. Ma arriverà un momento in cui guarderò il mondo respirando il profumo di un arbre-magic al mango, il mio preferito..
Il problema è ke tutti si aspettano il meglio e al più presto, e più cerchi di non deludere chi ti sta accanto più deludi te stesso..a volte aiuta sapere che gli altri credono in noi,e ritengo importante non essere castigati in un momento di titubanza..
Credo che una laurea sia importante tanto quanto avere ricordi di giovinezza da raccontare ai tuoi figli o avere immagini di paesaggi stupendi da richiamare alla mente.. C’è chi sa risolvere un problema matematico,chi sa dimensionare un impianto ma non ha mai visto la via lattea o non ha mai coltivato una piantina per vederla crescere giorno dopo giorno, chi non ha tempo per ascoltare un amico, chi non ha mai aiutato una vecchietta a prendere le buste della spesa,chi non sorride, chi non saluta,chi non ha tempo per una passeggiata al centro,chi non dorme, chi preferisce stare sopra un libro e leggere a vuoto piuttosto ke concedersi 5 minuti per ammirare un roseo e spettacolare tramonto dal balcone..c’è poi chi si è goduto la vita, si è laureato in tempo e ha osservato tante cose.. e beato costui o costei, ma alla vecchiaia mai rimpiangerà egli qualcosa?
Parole sante, soprattutto molto belle e che fanno riflettere allo stesso tempo: è incredibile come riusciamo a trovare un equilibrio in quel piccolo mondo di finzione e ideali da noi creato, che riesce ad appagare il nostro spirito e la nostra testa facendoci sentire i più forti, i più grandi, i più belli… In fondo non so se sia una colpa, probabilmente è una necessità: quell’orizzonte spesso è vicino, eppure appena si prova a guardarlo, sembra allontanarsi e diventare irraggiungibile in un batter d’occhio. Non ci si dovrebbe accontentare di quel che si può facilmente avere, non si dovrebbe trovar gusto a vincere in certe situazioni, ma può esser molto frustante desiderare il meglio e poi non ottenerlo. Siamo uomini, per definizione e natura sbagliati: ognuno prova a salvarsi come può in questo mondo infame..
Ci sono persone che sanno osservare (poche) e altre che si fanno osservare e sfaccettature preferite e altre sfavorite. Io osservo, come te. E quando ti guardo non c’è mai una sfaccettature sfavorita: puoi ridere o piangere, scherzare o arrabbiarti, mostrarti o nasconderti e comunque essere sempre bella. La più bella. E puoi non essere perfetta, perché i difetti rendono interessanti, e puoi anche sbagliare, perchè sai ragionare, capire i tuoi errori e imparare da essi. E non hai bisogno che nessuno te li faccia notare. Io questo l’ho capito: è per questo che ho fiducia in te e ti osservo navigare in acque calme o tra le onde di una tempesta e, come un porto di mare, sono lì a disposizione nel caso decida di attraccare.
Tu non devi essere, sei. Cerca di ricordartelo perché solo così potrai tornare a sorridere come una volta.
Mi è piaciuto rileggere questo articolo ed i commenti di voi tutti.
Che belle persone mi circondano…
Si dice che gli individui amino circondarsi di persone simili a loro…